Vi segnalo in ritardo (si terrà a Milano il 2 e 3 aprile) un evento sul word of mouth di estremo interesse, dedicato all'unconventional marketing, per noi utile per comprendere meglio le "strategie" adottabili nell'ottica web 2.0. e le nuove forme di comunicazioni applicabili(programma scaricabile in allegato).
In questo periodo mi sto occupando molto di come trovare soluzioni efficaci per comunicare, sia perchè sto lavorando come "comunicatore senza portafoglio della ricerca" (nuovo settore di frontiera) nel senso che le soluzioni da trovare devono essere rigorosamente poco dispendiose, sia perchè mi interesso di questo per altre attività lavorative che ho in programma. E' un campo del tutto nuovo che mi affascina e al quale sto dedicando tempo e risorse.
L'iniziativa è molto bella, anche se un po' costosa. Mi ha però incuriosito il fatto che sia svolta da stranieri e non da italiani...
Era un po' non sentivo parlare di Word of Mouth, o WOM. All'inizio del 2000, le ricerche in ambito accademico, principalmente USA, si erano intensificate. Poi, forse grazie ad un libro di Seth Golin, si è diffuso a macchia d'olio al punto che in America hanno costituito una associazione, la WOMMA, dedicata all'argomento.
Detto questo, credo che alla fine potremmo mettere il WOM assieme ai blog, wiki, forurm, User Generated Content, prosumer, wikinomic, teoria della coda lunga,... tutti nel calderone del Web 2.0. Ma non inteso come insieme di tecnologie abilitanti ma come fenomeno che ha enormi risvolti economici e sociali. Questo per evidenziarne la radice comune: un nuovo paradigma di relazione.
Relazione che fatica ancora ad essere capita, interpretata e calata in una teoria che ci spieghi e semplifichi il fenomeno. Infatti, guardando bene il programma del summit segnalato e ripensando a quello che si trova nel web, sembra però che non siano in tanti a riuscire a capire e spiegare cosa stia sotto/dentro e non dietro al fenomeno che tutti etichettiamo come Web 2.0... a parte alcuni precursori che sono riusciti a focalizzarlo (ad esempio la O'Reilly che ha coniato il termine nel 2004/2005), gli altri sembrano che, partendo da posizioni precedenti (ad esempio dal marketing classico), abbiano svolto più che altro un lavoro di osservazione e strutturazione delle conclusioni senza riuscire ancora a coglierne la reale essenza.
Infatti, mi chiedo quanti siano in grado di realizzare strumenti e campagne (marketing) nuove senza replicare casi di successo! Pensate ai BarCamp, al blog, al wiki, a twitter, alle campagne elettorali USA,... da dove viene l'innovazione? Edi casi di successo? Sempre da chi meno te l'aspetti! Non Microsoft, Oracle o IBM. Ma studenti, ricercatori, disoccupati che oltre oceano ricevono centinaia di migliaia di dollari per realizzare i loro sogni (a differenza di altri luoghi in cui sono considerati sognatori nel migliore dei casi e incapaci inconcludenti nel peggiore).
A proposito di marketing non convenzionale e guerrilla marketing, vi segnalo questo sito www.ninjamarketing.it
Questo sito mi è stato indicato da un mio amico...non ho avuto modo di navigare molto, ma da quello che ho capito dovrebbe essere un osservatorio sulle tecniche di marketing non convenzionale. Sò che è stato fondato da Alex Giordano e Mirko Pallera, consulenti di Marketing creativo.
Il marketing non convenzionale mi sta appassionando per cui spero di avere modo di approfondire le mie conoscenze..intanto sto partendo un pochino dal marketing tradizionale per capire qualcosa di più e di sicuro Kotler docet. Se avete segnalazioni su testi o siti sono ben felice di esplorarli e condividerli...per ora ho apprezzato la segnalazione del libro Marketing non convenzionale- Viral, Guerrilla, Tribal e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno, B. Cova, A. Giordano, M. Pallera , Il Sole 24ore che spero di poter sfogliare presto!
Il sito ninja è una miniera e se leggi il libro di cui sopra non puoi fare a meno di studiare anche un pò lì. Ti segnalo prossimamente anche altri link interessanti e, se può essere utile, potremmo fare una rubrica ad hoc (anche se la rete pullula di queste cose...). Pensiamoci.