LandiLandi

Bologna

Abbiamo più volte analizzato le dinamiche che portano ad alimentare un blog (faccio riferimento a social network come LandiLandi) senza però trovare risposte e fare previsioni attendibili sul futuro di LandiLandi. In effetti, non siamo Baldovino L'Indovino. Ritorno sull'argomento perchè mi interessa moltissimo. Al proposito, vorrei sottoporvi questo interessante spunto di riflessione (tratto da www.minimarketing.it/tumblr) dal titolo "Teoria del blog multiautore" in cui si afferma che esso "dopo un periodo che va da 6 a 18 mesi, nei 50% dei casi si trasforma in blog monoautore. L’altro 50% muore e basta.". Navigando tra blog mi sono accorta che una grande parte di essi, pur essendo nati dallo sforzo di vari autori, si è in effetti ridotta nel tempo ad essere lo specchio dell'ultimo reduce rimasto a scrivere, senza post da parte di nessuno, le sue solinghe e solitarie opinioni. Glab!!!

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Tenderei a sottolineare che il nostro blog non nasce come gli altri come strumento di discussione on-line e quindi inevitabilmente destinato a crescere a seconda dell'impegno a postare dei sui iscritti. La versione remota di LandiLandi secondo me dovrebbe essere un luogo dove approfondire i discorsi iniziati negli incontri diretti tra di noi (anche se ancora latita una struttura da seguire durante le serate), dovrebbe essere l'occasione per riflettere sui temi affrontati, per dare il proprio parere a freddo e perché no condividere informazioni e consigli, sfruttando le possibilità date da un mezzo informatico.

Indubbiamente il nostro blog rifletterà gli spunti che nascono dalle serate con un fattore in + di difficoltà dato dal fatto che non tutti utilizzano internet con la stessa facilità con la quale ci si siede intorno ad un tavolo.

Credo però che visto l'interesse si potrebbe approfondire la discussione allargando agli altri ed ascoltando i loro pareri...

a domani...

Ciao,
Omar.

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Premetto che condivido le considerazione di Omar sugli obiettivi di questo nostro "blog", che vuole essere più un approfondimento degli incontri nella prima vita che una vera e propria presenza online.

Detto questo, un commento alla "Teoira del blog multiautore"... prima di tutto, assomiglia molto ad uno slogan!
Sicuramente, dietro c'è molto di più, ma non sono riuscito a trovare argomentazioni se non un generico riferimento a 2 blog presi come casi di studio. Troppo poco per farmi una reale idea.

A istinto però posso dire: un blog è un'attività costante e continua, molti ne hanno uno ed alcuni più di uno. Ma spesso capita che il loro "riempimento" sia irregolare: infatti, guardando gli archivi in cui sono indicati i mesi e gli anni con dei contenuti, capita di avere dei vuoti con dei salti di mesi di "abbandono". E non solo nei periodi di vancanza...
Avere più autori potrebbe dare l'impressione di ridurre il problema del riempimento, di non avere vuoti ed, anzi, di avere continumamente contenuti freschi.

Ma, secondo me, il "multi" moltiplica i problemi più che ridurli. Sopratutto perché, non essendo in genere uno spazio personale, necessità di obiettivi condivisi. E non sempre si è disposti a condividerli per un lungo periodo di tempo.

Quello che posso dire è che i blog multiautore più duraturi che ho visto sono quelli organizzati a mo' di giornale, con più autori "professionisti" accomunati da un comune obiettivo (oltre ai contenuti, anche la voglia di scrivere) e che si pone come "giornale" online, anche se realizzato con strumenti innovativi a basso costo (rispetto a giornali e riviste).

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